#CAMBIAMEZZO: COSì LA RACCONTANO I SUOI AUTORI

Ci raccontereste un po’ chi siete?

Siamo Camilla, Andrea, Silvia, Ilenia e Leonardo e frequentiamo chi il terzo chi il quarto anno di liceo artistico ad indirizzo architettonico. Abbiamo molti interessi diversi che partono dalla musica, la lettura ed il teatro e arrivano fino a sport e motociclismo.

Com’è nato il concept della vostra opera?

Volevamo trovare un’icona che potesse rappresentare Roma al meglio. Subito abbiamo scartato il Colosseo: ci sembrava troppo scontato per una città che scontata non lo è affatto. Immediatamente dopo abbiamo pensato al Campidoglio e la statua bronzea al centro della piazza: abbiamo pensato che tutti i romani sono passati almeno una volta nella loro vita in quella piazza ed hanno ammirato la statua equestre. In poco tempo abbiamo deciso che proprio Marco Aurelio sarebbe stato il nostro soggetto: è collocato al centro della piazza che è, da secoli, simbolo del potere politico romano e soprattutto perché da imperatore e ancor più da filosofo era l’icona più adatta per adempiere al compito che gli avremmo affidato. Il tema su cui avremmo dovuto concentrarci era “abitare la città” e attraverso l’imperatore filosofo speravamo di far riflettere chi lo guarda sulla possibilità di cambiare il proprio mezzo di trasporto, investendo in favore di servizi pubblici sempre più efficienti e di una mobilità più sostenibile: se addirittura Marco Aurelio è “sceso dal cavallo” ed ha timbrato il biglietto, speriamo di incitare chi lo osserva a seguire il suo esempio!

 

Com’è stato realizzare un progetto e vederlo esposto in un luogo come la stazione metropolitana?

Vedere il progetto su cui abbiamo lavorato per mesi esposto in una stazione della metropolitana è stato a dir poco emozionante. Frequentando il liceo artistico, esporre una nostra opera in pubblico è sempre rientrato nelle nostre ambizioni ma di certo non ci saremmo mai immaginati di avere l’opportunità di farlo così presto e così in grande. Vedere l’immagine di Marco Aurelio, che ormai conosciamo come le nostre tasche, affissa su billboard di diversi metri di larghezza ci ha davvero reso orgogliosi del lavoro svolto. Non sapremmo come definirci se non molto emozionati e stupiti del risultato.

Quali pensate saranno le reazioni del pubblico che osserverà la vostra opera?

Speriamo davvero di far sorridere chi la guarda: abbiamo notato che spesso sui mezzi di trasporto regna il malumore e ci piace pensare di contribuire a portare un po’ di allegria a chi prende i mezzi pubblici. Ci piacerebbe anche che le persone si domandassero come mai abbiamo dato un biglietto della metro ad un imperatore e che leggessero e riflettessero un pochino sulle nostre intenzioni. 

Cos’è per voi Roma?

Definire cosa sia Roma è una faccenda difficile. In tanti anni di scuola ci hanno insegnato che Roma è la Città Eterna degli imperatori e dei fori, che è la città del Papato nonché centro della fede cristiana e la Capitale della nostra Repubblica. Quello che non ci hanno insegnato è cosa c’è oltre al lato politico di Roma. Se possiamo dire in tutta sincerità cosa sia Roma per noi, la prima definizione che ci viene in mente, prima di città poetica, storica, bellissima ed eterna e decisamente molto prima di corrotta, malfunzionante e decadente, ci viene in mente “casa”. Purtroppo però non sempre definirla casa è abbastanza perché ci sono delle situazioni in cui sentiamo che come città ci vada “un po’ stretta”. Adoriamo il fatto che sia un museo a cielo aperto ma crediamo anche che noi, cittadini romani, dovremmo smettere di affidarci a questa consolazione e fare qualcosa per combattere il rimpianto di non essere parte di quelle epoche che hanno reso gloriosa la nostra città per cercare di cambiare, almeno in parte, la situazione di degrado in cui il nostro “adagiarsi sugli allori” l’ha trascinata.

Quali sono le vostre aspirazioni per il futuro?

Non tutti abbiamo le idee chiarissime su cosa ci piacerebbe fare in futuro ma tutti vorremmo metterci in discussione e trovare qualcosa che ci realizzi davvero, non importa se in campo scientifico, artistico o pratico: speriamo soltanto di poter dare un contributo alla società che ci circonda essendo pienamente noi stessi.

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