#EATYOURPREJUDICE: COSÌ LA RACCONTANO LE SUE AUTRICI

Ci raccontereste un po’ chi siete?

Siamo un gruppo di sei ragazze che frequentano la stessa scuola. Pur stando nella stessa classe, ci sentiamo di affermare che quest’esperienza è servita a conoscerci meglio e a scoprire in modo più approfondito la personalità di ognuna di noi, questo poi lo abbiamo dimostrato anche grazie alla scelta che abbiamo fatto di realizzare il nostro progetto.

Com’è nato il concept della vostra opera?

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Il concept è nato da una richiesta ben precisa che ci è stata fatta, ovvero quella di rappresentare qualcosa che avesse a che fare con il dialogo. Così noi, dopo diverse idee, abbiamo deciso di interagire con le persone mandando loro un messaggio chiaro e diretto, ossia quello di combattere i pregiudizi: da qui il nome del progetto “eat your prejudices”. L’argomento che abbiamo voluto trattare è noto a molti, noi tutti non possiamo fare a meno di accorgerci che abbiamo dei pregiudizi, che sono innati in ciascuno di noi. Il messaggio, però, che vogliamo trasmettere alle persone è quello di cercare di evitarli in modo da vivere bene con noi stessi.

Com’è stato realizzare un progetto e vederlo esposto in un luogo come la stazione metropolitana?

Realizzare il progetto non è stato semplice, è un lavoro che richiede tempo. In più avendo formato un gruppo da sei persone le idee sono state tante e scegliere quella bella, originale e non banale non è stato facile. Ci consideriamo fortunate per aver avuto l’opportunità di affrontare quest’esperienza, infatti non tutti hanno avuto la nostra stessa fortuna. Per quanto riguarda il fatto dell’esposizione dell’opera alla metro Cavour siamo molto contente e non neghiamo il fatto che all’inizio è stato uno dei motivi per dare il massimo e realizzare un’opera che piacesse al pubblico. Adesso però tutto questo ci sta creando un po’ di ansia, in quanto nel progetto ci siamo rappresentate noi in persona e ci vergogniamo un po’.

Quali pensate saranno le reazioni del pubblico che osserverà la vostra opera?

Speriamo che le reazioni del pubblico siano positive, secondo noi le persone dovrebbero apprezzare il fatto che ci abbiamo messo letteralmente la faccia, inoltre abbiamo dedicato molto tempo a realizzare tutto ciò. Quindi delle valutazioni positive non sarebbero altro che una ricompensa, oltre ad affermare di nuovo la soddisfazione.

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Cos’è per voi Roma?

Per noi Roma oltre ad essere una delle città più belle e affascinanti è la nostra casa: è dove siamo nate, dove abbiamo passato il periodo dell’infanzia, dove stiamo passando quello della giovinezza e dove si spera potremmo passare tutto il resto della nostra vita.

Quali sono le vostre aspirazioni per il futuro?

Sinceramente abbiamo le idee un po’ confuse, abbiamo diverse passioni e scegliere quella da trasformare in un lavoro non è facile, però ci consoliamo con il fatto che abbiamo ancora un anno per decidere cosa fare del nostro futuro.